giovedì 2 luglio 2015

Quasi seduto..

Sto imparando a stare seduto in compagnia del mio amico Tris!


Economia della parola



"Bla, bla, bla, bla.....".

Ma quanto parliamo???!!!
Verbosità: parole, parole parole. 
Sapevate che al nostro cane frega niente se parliamo tantissimo?!
Sento spessissimo dire: "Allora gli ho detto che è stato molto cattivo, che non doveva fare questo e quello".
Il nostro cane è un attentissimo osservatore, sicuramente riesce a capire moltissime parole, ma quello che lui principalmente comprende in quei momenti, sono le nostre emozioni.
Scappa perchè gli hai detto che è cattivo dopo 3 ore che ha morso le ciabatte? Ha compreso che ha sbagliato?
No, lui scappa perchè se la sta facendo sotto di fronte al tuo atteggiamento aggressivo. La tua postura, il tono della tua voce, il tuo movimento.
Risultato= non ha imparato proprio nulla!

lunedì 22 giugno 2015

Riflessioni serali di una mamma

Rimango qui ferma.
Potrei alzarmi, accendere la tv, leggere un libro, fare altro per rilassarmi.
..e invece rimango qui, immobile, perché ti sei addormentato tra le mie braccia.
Hai mangiato il lattino e ora dormi.
Sento solo Tris che russa, urla di bambini che giocano nel parco sotto casa e sento il tuo respiro.
Potrei sistemare i panni, ma preferisco godermi ogni istante con te.
Potrei fare mille cose, ma preferisco stare qui.
Stamattina mi sono svegliata ed ero mamma, ti ho cambiato la tutina ed ero mamma, mamma in ogni momento. Sono mamma la sera e lo sono la notte quando piangendo cerchi il mio seno.
Mattia ti amo, questo è quanto.
Mi sono concessa 5 minuti per raccontare. Ora spengo il cellulare e ascolto te.
Buona notte

lunedì 8 giugno 2015

NINA E FLORA – “Ehi ciao, ma eri tu?”

Parte terza
Nina aspettò paziente, sapeva che ci sarebbe voluto del tempo. Improvvisamente sentì dei movimenti: “Devo resistere, devo resistere, non devo girarmi, rimarrò qui a giocare con l’erba”.
Ecco dei passi in avvicinamento, lenti, insicuri, ma curiosi.
Nina era sempre più nervosa, sentì quei passetti sempre più vicini. Dei pezzetti di pane erano finiti un po’ più lontano e sentì mangiucchiare. Poi dietro, di fianco e finalmente vide spuntare un musino marroncino.
Alta la metà di Nina, pelo ispido, tutta marroncina, con la coda di mille colori: un CANE.
Una cagnolina per essere precisi, snella, occhi tondi tondi, insicura e guardinga.
Nina preferì non toccarla, lasciò finire il pane stando ferma, immobile.

Bimba saggia Nina, non voleva spaventarla, non voleva turbarla. In fin dei conti.. era la prima volta che si incontravano!

martedì 5 maggio 2015

NINA E FLORA – “Come farò a prenderti?”

Parte seconda

Nina continuava imperterrita a rincorrere quel qualcosa in movimento, ma niente da fare, non cessava di scappare.
Nina si fermò e iniziò a riflettere; doveva trovare una soluzione.
“Se corro scappa, se non corro si ferma”.
La curiosità era troppa e pensa, pensa e ripensa ebbe un’idea!
“Io son curiosa, tu forse lo sei più di me. Meglio non scappare! Proverò a chinarmi a terra e muoverò l’erba. Attirerò la sua attenzione con il mio movimento. Nemmeno lo guarderò, mi girerò di schiena, così cercherà di raggiungermi per curiosare”.
“Oh perbacco, nelle tasche ho dei pezzetti di pane e pancetta fatti dalla mamma. Potrei spezzettarli e porli tra l’erba. Chissà se si tratta di un golosone”.

………

Stimolazione olfattiva. Quanti profumi!


Stimoliamo l'olfatto del mio piccolo!
Nell'orto dei nonni abbiamo sentito dei profumi buonissimi spezzando le foglie:
il basilico,
il rosmarino,
la salvia,
la menta,
il sedano.
Mattia annusando si immobilizzava e si concentrava sul nuovo odore.

lunedì 4 maggio 2015

NINA E FLORA - “Arametto aiutami tu”

Arametto, il simpatico folletto
C'era una volta una bambina di nome Nina.
Nina viveva in una piccola casetta nel bosco con la sua mamma e il suo papà.
Andava a scuola ogni giorno a piedi lungo una stradina stretta stretta, tra i campi di grano.
La sua mamma preparava un buon pane fatto in casa e lo vendeva la domenica in piazza.
Il suo papà, invece, riparava sedie, girando per il paese con i suoi arnesi da lavoro.
Era una famiglia povera e Nina veniva spesso derisa dai suoi compagni di classe per i suoi abiti logori. Non aveva uno zainetto bello colorato. Non aveva scarpe nuove, ma solo sandaletti vecchi.
Una mattina Nina andò a scuola e, arrivata in classe, vide tutti i suoi compagni attorno ad Arancella.
"Ragazzi cosa succede?" disse Nina, "Non puoi capire, giochi così belli mai li vedrai" disse Arancella.
Nina si sedette al suo posto triste e sola.
Tornando a casa, percorse la solita stradina tra i campi di grano.
All'ingresso del bosco, però, iniziò a piangere.
"Uccellini del bosco, aiutatemi voi, perché non posso capire?". Non ricevette risposta.
"Fatine del bosco, aiutatemi voi, perché non posso capire?". Nessuna risposta.
"Folletti, folletti amici miei, mi aiutate sempre a trovar la strada, perché non posso capire? Perché non posso avere anche io giochi così belli?".
Improvvisamente spuntò da un cespuglio Arametto, un piccolo folletto: "Nina, Nina, cara bambina, presto l'amico più caro che avrai sulla tua strada incontrerai" e scappò via sotto un cespuglio.
Nina non capì e tornò tristemente a casa.
La mattina successiva sveglia presto, pane e marmellata e via di corsa verso la scuola.
Come ogni giorno, Nina osservava curiosa la natura ed i suoi colori. Quel giorno, però, tra i campi di grano qualcosa di strano si muoveva lesto lesto.
"Ehilà, chi corre qua e là?" disse Nina.
"Arametto, sei tu? Che ci fai tra i campi di grano? Vieni, vieni qui!". 
All'improvviso apparve qualcosa, alto quanto un filone di pane. Nina si mise a rincorrerlo, ma più correva e più quel qualcosa si allontanava.
"Come farò a prenderti?"
………